proliferazione_29.05.2009

marzo 6, 2010

Sono state applicate le regole di proliferazione di sistemi network all’interno dell’area di Parco dei Pini, al fine di verificare sul campo come le preesistenze e le emergenze presenti interagiscono. Il risultato è un sistema diffuso all’interno del parco che dialoga con le alberature e accoglie le istanze programmatiche proposte.

localizzazione_15.05.2009

marzo 6, 2010

La via Emilia, asse cittadino generatrice del centro storico di Bologna, raccorda i luoghi della memoria e dell’identità sedimentata, ma offre, inoltrandosi verso la periferia, anche lo spaccato di trasformazioni contraddittorie: inquinamento, degrado fisico e funzionale, importante presenza di popolazioni immigrate. Questa ambivalenza la si riscontra sia nel lato a ponente che in quello a levante – anche se la parte a ovest della via Emilia, dove si trova il villaggio Ina casa, e quella a est, nei pressi della sede amministrativa del quartiere, sono diverse e distinte – in maniera talmente radicata che nello stesso Psc diventa figura della ristrutturazione e occasione per recuperare rapporti di prossimità e relazioni trasversali interrotte da tempo, attraverso l’inserimento di un nuovo sistema di trasporto pubblico, la riduzione del traffico privato, la riqualificazione degli spazi collettivi lungo il tracciato, il ripristino delle connessioni con le centralità urbane adiacenti.

Una situazione particolare la si riscontra a Borgo Panigale: la sua storia di antica comunità e comune autonomo, fa sì che si conservino ancora una forte identità locale e un’intensa relazione con il territorio rurale. Lo sviluppo degli anni ‘50 e ‘60 ha favorito la creazione di una buona offerta di attrezzature collettive – scolastiche, sportive, sanitarie e civiche -, che ora costituiscono un sistema lineare di centralità, parallelo alla via Emilia, fino a raggiungere la Persicetana vecchia e l’antico centro di Borgo.

Borgo, però, è anche “approdo” di altre popolazioni: gli utenti del centro commerciale e i pendolari che dal territorio provinciale arrivano nel capoluogo per lavoro o per studio. Lo stesso Psc prevede il completamento e il rafforzamento della struttura lineare di centralità a nord della via Emilia, con particolare attenzione ai percorsi. Sull’asse della via Emilia, interessato dal progetto della metrotranvia, si attesterà un nuovo parcheggio con interventi di riqualificazione dello spazio pubblico (percorsi, passaggi, ecc). Nuove acquisizioni a sud della via Emilia rendono possibile l’incremento di attrezzature e spazi pubblici. Per la connessione nord-sud sono previsti verso nord un percorso e un varco in direzione della fermata Sfm. Il progetto prevede la riqualificazione di percorsi e spazi pubblici lungo la via Emilia in concomitanza con la realizzazione della metrotranvia. Attraverso la rete dei percorsi ciclabili e i varchi tesi a superare le barriere, si prevede il miglioramento delle relazioni tra aree residenziali e spazi verdi e tra queste e il parco del Reno, integrandone gli accessi e qualificandoli con spazi di sosta. L’insieme di questi interventi andrà a costituire una nuova centralità, in corrispondenza dell’intermodalità della stazione sfm e della fermata della metrotramvia prevista, e del parco dei pini che già gode, grazie all’attività sportiva e ludica per  la presenza dell’associazione Teatri di Vita, di notevole attrattività.

Proprio il parco, che allo stato dell’arte viene utilizzato in maniera inferiore a quelle che la sua dimensione e una adeguata dotazione di attrezzature permetterebbero, può diventare il luogo ideale dove sviluppare una sinergia tra lo spazio pubblico e l’arte, introducendo un sistema diffuso che possa essere utilizzato sia come spazio per la performance teatrale e per allestimenti temporanei che come supporto per una più adeguata fruizione del verde. Un sistema emergente quindi dalle attività già presenti nel parco ma che, a seguito anche dell’implementazione di un servizio pubblico di collegamento con il centro storico più efficiente, richiede una progettazione adeguata. Inoltre, la creazione di una rete di percorsi pedonali e ciclabili e la tutela e valorizzazione dell’adiacente parco del reno richiede un miglioramento delle condizioni generali dei percorsi esistenti che lo attraversano; una più netta distinzione della parte carrabile con le necessarie aree di sosta rispetto alle aree dedicate al pedone e al ciclista: anche all’interno del parco si pone quindi il problema di una mancanza di strutturazione e gerarchia tra i punti di interesse da raggiungere a piedi e le aree di accesso agli stessi.

tassellazione e permeabilità_10.05.2009

febbraio 18, 2010

Sono stati sperimentati gradienti di permeabilità differenti sulla tassellazione esagonale di una superficie. La porosità dipende da due diversi fattori:

1. la vicinanza da punti attrattori specificati;

2. le regole di prossimità che modificano la tassellazione e quindi la possibilità della presenza e la dimensione delle aperture sulla superficie.

Segue il codice in Rhinoscript

4 – il rizoma di Piero (la sua testa)

febbraio 16, 2010

Plauto e Topolino? Odio la psicanalisi
Dighe e sistemi di bonifiche? Non riesco a scherzare sulle mie paure
il critico se la tira?quando finisce di nevicare incominciamo a piangere
Il risparmio energetico? Non so che fare, quindi rido
Fingiamo di ridere? guai a chi non fosse narcisista
Pasolini è morto per sè? un paio di euro di libido in più
Ti hanno fermato alla dogana? Io non devo niente al mio inconscio
Il riso porta al perturbante? oscillando tra gli estremi
è tutto cosi barocco? provate a scherzare con un bambino e vedrete che
quando sarà adulto vi ucciderà nel sonno
i francesi sono sopravvalutati? charles manson e sherlock holmes
esiste un intreccio base per la commedia? lamette volantini quaderni
al padre piace la donna del figlio? i veri affetti non si simulano, i
veri affetti sono fatti cosi

domande  e risposte sono intercambiabili

network automata_29.04.2009

febbraio 16, 2010

credits: (http://www.kokkugia.com/ –> research –> morphogenetic lattice)

Vengono riprese e sviluppate alcune ricerche di Robert Stuart-Smith, Kokkugia, sulle regole di vicinanza e come possono intervenire nella modificazione di strutture spaziali regolari. (http://www.kokkugia.com/ –> research –> morphogenetic lattice)

Si è applicato il set di regole alla base del Gioco della vita di Conway a un insieme continuo di esagoni: in base ai criteri di prossimità la rete esagonale si è andata a deformare fino a raggiungere, dopo un numero N di interazioni, un certo equilibro di configurazione. E’ stato introdotto un parametro in grado di regolare la porosità della membrana creata, in funzione della vicinanza di un punto assegnato in input. Si è ripetuto il medesimo processo su tre membrane distinte, creando una interazione tra le stesse dipendente dalla distanza reciproca.

Segue il codice in Rhinoscript

network automata_14.04.2009

febbraio 15, 2010

Dopo aver processato una “rete” regolare di punti, sono state variate le distanze tra le celle rimaste inserendo un numero N di attrattori in grado di modificare topologicamente il sistema e di svilupparlo intorno a polarità assegnate da input. L’avvicinamento reciproco dei nodi, quando sufficientemente marcato, permette la copertura di alcune parti del sistema attraverso la definizione di superfici piane triangolari.

Segue il codice in Rhinoscript.

3 – game of life

febbraio 13, 2010

‘Game of Life’ è un automa cellulare sviluppato dal matematico inglese John Conway sul finire degli anni sessanta. Il gioco della vita è l’esempio più famoso di automa cellulare: il suo scopo è quello di mostrare come comportamenti complessi possano emergere da regole semplici e interazioni a molti corpi. Il gioco è un esempio di sviluppo e auto-organizzazione: è infatti senza giocatori, intendendo che la sua evoluzione è determinata dal suo stato iniziale, senza necessità di alcun input da parte di giocatori umani. Si svolge su una griglia di caselle quadrate (celle) che si estende all’infinito in tutte le direzioni; questa griglia è detta mondo. Ogni cella ha 8 vicini, che sono le celle ad essa adiacenti, includendo quelle in senso diagonale. Ogni cella può trovarsi in due stati: viva o morta (o accesa e spenta, on e off). Lo stato della griglia evolve in intervalli di tempo discreti. Gli stati di tutte le celle in un dato istante sono usati per calcolare lo stato delle celle all’istante successivo. Tutte le celle del mondo vengono quindi aggiornate simultaneamente nel passaggio da un istante a quello successivo: passa così una generazione. Le transizioni di stato dipendono unicamente dal numero di vicini vivi:

1-Una cella morta con esattamente 3 vicini vivi nasce, diventando viva;
2-Una cella viva con 2 o 3 vicini vivi sopravvive;
3-Una cellula viva con meno di due vicini muore, per isolamento;
4-Una cellula viva con più di tre vicini muore, per sovraffollamento.

Le medesime regole sono applicabili come principi generativi dello spazio; la variazione della prossimità, sulla superficie estensiva considerata, degli elementi che nella ridondanza definiscono l’organismo architettonico può essere assunta come un continuo feedback in grado di informare il sistema del suo grado di efficienza complessiva, al fine di provocarne una evoluzione che procede per iterazioni nello spazio e nel tempo.

2 – emergenza e regole di prossimità

febbraio 13, 2010

Le strutture emergenti sono schemi complessi non creati da un singolo evento, da una singola regola o da un singolo agente intelligente; non c’è niente che ordini al sistema di formare un sistema emergente dal comportamento organico, ma le interazioni di ogni parte con il suo intorno causano un processo complesso che porta all’ordine. Le strutture emergenti sono più della somma delle loro parti e costituiscono una molteplicità sistemica analoga a quella teorizzata da Deleuze e Guattari, la cui formula è n = n – 1 : togliendo l’unità alla molteplicità – togliendo la formica alla colonia – , la complessità del sistema rimane invariata in quanto, con un numero di agenti elevato, permangono le interazioni molteplici tra i suoi componenti residui e la possibilità di instaurare sempre nuove combinazioni. I comportamenti degli agenti vicini influenzano e modificano il comportamento del singolo all’interno della comunità, provocando una continua differenziazione delle regole di partenza; il feedback locale è componente essenziale del processo di adattamento. Le regole di prossimità sono la componente fondamentale degli automi cellulari, sistemi complessi formati da un numero finito di unità che interagiscono tra loro, utilizzato per effettuare simulazioni di fenomeni naturali.

Si immagini di avere un reticolo di punti e di inserirvi delle entità di un certo tipo  – chiamate di solito cellule – aventi la proprietà di poter assumere un insieme finito di stati – vivo o morto, un colore, una forma – ; dopo un tempo prefissato tutte le entità cambieranno stato contemporaneamente in modo dipendente dal proprio stato attuale e dagli stati delle entità poste entro una certa distanza. Gli automi cellulari sono adatti a rappresentare e simulare l’evoluzione globale di fenomeni che dipendono solo da leggi locali.

cellular automata_01.04.09

febbraio 13, 2010

Le regole di prossimità sono la componente fondamentale degli automi cellulari, sistemi complessi formati da un numero finito di unità che interagiscono tra loro, utilizzato per effettuare simulazioni di fenomeni naturali. Si immagini di avere un reticolo di punti e di inserirvi delle entità di un certo tipo – chiamate di solito cellule – aventi la proprietà di poter assumere un insieme finito di stati – vivo o morto, un colore, una forma – ; dopo un tempo prefissato tutte le entità cambieranno stato contemporaneamente in modo dipendente dal proprio stato attuale e dagli stati delle entità poste entro una certa distanza. Gli automi cellulari sono adatti a rappresentare e simulare l’evoluzione globale di fenomeni che dipendono solo da leggi locali: il più semplice non banale è unidimensionale, con due soli stati possibili per ogni cella e le celle vicine definite come le celle adiacenti da entrambi i lati. Una cella con le sue due celle vicine, cioè quelle a lei direttamente adiacenti, costituisce un vicinato di 3 celle, quindi ci sono 2^3 = 8 configurazioni possibili per un vicinato.

Lo script applica ad ogni esagono costituente una griglia regolare uno stato che, dipendentemente dallo stato delle 8 celle adiacenti, può essere: 1.assente; 2.piccolo; 3.grande.

“Quindi hai fotografato un momento”

Segue il codice in Rhinoscript

network_28.03.09

febbraio 13, 2010

Lo spazio non è generalmente isotropo e omogeneo: è permeato infatti da campi di forze, sotto forma di poli attrattivi/repulsori e linee di interazione, in grado di modificarne la “geometria” e la struttura. E’ possibile rappresentare questi campi di forze come una rete strutturale, modificata nella topologia da punti di attrazione, che ne influenzano la morfologia dello spazio: ognuno di questi punti presenta una intensità che influenza l’intorno e configura ogni volta disposizioni differenti di linee di forza e possibilità di interazione.  Anche il numero dei poli modifica il sistema: un numero esiguo ma ben distribuito permette la creazione di un loop continuo.

Segue il codice in Rhinoscript

1 – rizoma e molteplicità

febbraio 9, 2010

Dall’osservazione della natura è possibile verificare come anche organismi estremamente complessi presentino regole. Ad ogni regola, contenuta nel suo genotipo, corrisponde una manifestazione fenotipica che è mediata dai campi di forze che circondano e interagiscono con l’organismo, dal contesto in cui è inserito e che contribuisce ad in-formarlo. Si può parlare di sistemi emergenti complessi adattativi quando all’interazione con l’ambiente si somma l’emergere di un comportamento di ordine superiore, un’“intelligenza” non centralizzata nè strutturata gerarchicamente, superiore alla somma delle intelligenze delle singole parti; questo è quanto si verifica per esempio nell’organismo sociale delle formiche o delle api, in cui l’assenza di un capo è sopperita da un comportamento di sciame che provvede alla sopravvivenza.

Il Rizoma, una modificazione del fusto in alcune specie biologiche con principale funzione di riserva, può essere assunto come paradigma non solo biologico ma anche concettuale di ogni sistema bottom-up, a-gerarchico e non centralizzato. Rimanda al comportamento della rete, immagine di riferimento per quanto riguarda la stessa società contemporanea: un tessuto, un network che immagazzina e produce informazioni. L’implementazione del paradigma biologico in architettura consiste nel riproporre algoritmicamente le leggi che governano i sistemi naturali nel tentativo di avvicinamento a un’accezione di sostenibilità non a posteriori, ma radicata nel processo progettuale, in cui i dati di input in-formano il modello in un continuo processo iterativo.

Prima o poi andava detto.

network_15.03.2009

febbraio 8, 2010

Lo script sviluppa il modello precedente: in una ipotetica trasposizione della molteplicità rizomatica, si è sovrapposta alla struttura spaziale a rete generata sulla superficie estensiva assegnata in input, un’ulteriore superficie che costituisce la frontiera e che configura una permeabilità dipendente da punti attrattori. I due sistemi, come due layer orizzontali, interagiscono tra loro, si sovrappongono e si compenetrano costituendo un unico organismo.

Segue il codice in Rhinoscript

network_08.03.2009

febbraio 8, 2010

Prime considerazioni spaziali dei principi del rizoma di Deleuze:

1. principio di connessione

2. principio di molteplicità

3. principio di rottura asignificante.

Il primo principio fa riferimento a relazioni sistemiche non lineari tra le parti; qualsiasi punto del rizoma può essere collegato con qualunque altro, senza un ordine gerarchico che stabilisca un percorso tra un punto di partenza e uno di arrivo. Il Principio di Molteplicità esalta il concetto che il rizoma è un sistema aperto, liberamente e infinitamente percorribile. La formula del molteplice è n = n – 1 : estraendone l’unico, questo rimane tale in quanto permangono le sue connessioni nel sistema e la possibilità di instaurarne di alternative. La ridondanza in natura ne è applicazione evidente, come espressione di efficienza. La rottura asignificante postula il senso di navigazione quasi “nomadica” tra i punti del sistema, i cui risultati sono non prevedibili.

Il risultato del tentativo di reinterpretazione di questi principi è la generazione, su una opportuna superficie estensiva, di un struttura tubolare a rete il cui diametro è direttamente proporzionale alla curvatura, che sostiene elementi di pannellatura curvilinei la cui disposizione può dipendere da analisi ambientali

Segue il codice in Rhinoscript

0 – le conclusioni sono un falso storico

febbraio 7, 2010

E’ tutta una questione di umidità, quanta acqua è contenuta nell’aria? Più ce n’è e più salirà la nebbia appena farà buio. Perchè l’aria è stata calda, e nascondeva tante goccioline invisibili.  La mancanza del sole palesa solamente quello che già c’era.


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