localizzazione_15.05.2009

La via Emilia, asse cittadino generatrice del centro storico di Bologna, raccorda i luoghi della memoria e dell’identità sedimentata, ma offre, inoltrandosi verso la periferia, anche lo spaccato di trasformazioni contraddittorie: inquinamento, degrado fisico e funzionale, importante presenza di popolazioni immigrate. Questa ambivalenza la si riscontra sia nel lato a ponente che in quello a levante – anche se la parte a ovest della via Emilia, dove si trova il villaggio Ina casa, e quella a est, nei pressi della sede amministrativa del quartiere, sono diverse e distinte – in maniera talmente radicata che nello stesso Psc diventa figura della ristrutturazione e occasione per recuperare rapporti di prossimità e relazioni trasversali interrotte da tempo, attraverso l’inserimento di un nuovo sistema di trasporto pubblico, la riduzione del traffico privato, la riqualificazione degli spazi collettivi lungo il tracciato, il ripristino delle connessioni con le centralità urbane adiacenti.

Una situazione particolare la si riscontra a Borgo Panigale: la sua storia di antica comunità e comune autonomo, fa sì che si conservino ancora una forte identità locale e un’intensa relazione con il territorio rurale. Lo sviluppo degli anni ‘50 e ‘60 ha favorito la creazione di una buona offerta di attrezzature collettive – scolastiche, sportive, sanitarie e civiche -, che ora costituiscono un sistema lineare di centralità, parallelo alla via Emilia, fino a raggiungere la Persicetana vecchia e l’antico centro di Borgo.

Borgo, però, è anche “approdo” di altre popolazioni: gli utenti del centro commerciale e i pendolari che dal territorio provinciale arrivano nel capoluogo per lavoro o per studio. Lo stesso Psc prevede il completamento e il rafforzamento della struttura lineare di centralità a nord della via Emilia, con particolare attenzione ai percorsi. Sull’asse della via Emilia, interessato dal progetto della metrotranvia, si attesterà un nuovo parcheggio con interventi di riqualificazione dello spazio pubblico (percorsi, passaggi, ecc). Nuove acquisizioni a sud della via Emilia rendono possibile l’incremento di attrezzature e spazi pubblici. Per la connessione nord-sud sono previsti verso nord un percorso e un varco in direzione della fermata Sfm. Il progetto prevede la riqualificazione di percorsi e spazi pubblici lungo la via Emilia in concomitanza con la realizzazione della metrotranvia. Attraverso la rete dei percorsi ciclabili e i varchi tesi a superare le barriere, si prevede il miglioramento delle relazioni tra aree residenziali e spazi verdi e tra queste e il parco del Reno, integrandone gli accessi e qualificandoli con spazi di sosta. L’insieme di questi interventi andrà a costituire una nuova centralità, in corrispondenza dell’intermodalità della stazione sfm e della fermata della metrotramvia prevista, e del parco dei pini che già gode, grazie all’attività sportiva e ludica per  la presenza dell’associazione Teatri di Vita, di notevole attrattività.

Proprio il parco, che allo stato dell’arte viene utilizzato in maniera inferiore a quelle che la sua dimensione e una adeguata dotazione di attrezzature permetterebbero, può diventare il luogo ideale dove sviluppare una sinergia tra lo spazio pubblico e l’arte, introducendo un sistema diffuso che possa essere utilizzato sia come spazio per la performance teatrale e per allestimenti temporanei che come supporto per una più adeguata fruizione del verde. Un sistema emergente quindi dalle attività già presenti nel parco ma che, a seguito anche dell’implementazione di un servizio pubblico di collegamento con il centro storico più efficiente, richiede una progettazione adeguata. Inoltre, la creazione di una rete di percorsi pedonali e ciclabili e la tutela e valorizzazione dell’adiacente parco del reno richiede un miglioramento delle condizioni generali dei percorsi esistenti che lo attraversano; una più netta distinzione della parte carrabile con le necessarie aree di sosta rispetto alle aree dedicate al pedone e al ciclista: anche all’interno del parco si pone quindi il problema di una mancanza di strutturazione e gerarchia tra i punti di interesse da raggiungere a piedi e le aree di accesso agli stessi.

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